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Non so, sembravano tutti molto preoccupati. Forse lo sto facendo anche io. Salve io sono emanuele ho letto attentamente il tuo sito complimenti,Mirko allora mi interessa molto il sistema delle ripetizioni von mises lo trovo geniale, ho provato solo a fare delle prove sui casino reali, ma senza puntare nulla ho visto che su 5 roulette su 10 gruppi di 14 9 si sono ripetuti ed 1 se ripetuto oltre il 15boules premetto ci sono stato solo 1 ora. Bisogna vivere nella consapevolezza che: Parlo da estraneo a questi mercati????

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Sono quasi tutti uomini. Le donne sono altrove, impegnate nelle nenie di disperazione. Senise, 26 luglio Da dove nasce il 'regno del terrore'. Da Charlie Hebdo alla recente strage di Dacca, passando per il Bataclan o gli attentati di Bruxelles, senza citare, solo per ragioni di spazio, innumerevoli altri fatti di sangue che hanno causato la morte di centinaia di persone innocenti, colpite dalla follia omicida di terroristi kamikaze e non solo, veri e propri strumenti di potere nelle mani del Califfo.

Fino al 29 giugno , giorno di proclamazione del Califfato da Aleppo, in Siria, alla periferia di Baghdad, in Iraq, non a caso l'acronimo Isis traduzione dell'arabo Daesh significa: Stato Islamico dell'Iraq e del Levante. Parliamo di un progetto politico che mira a ridisegnare la geografia mediorientale cancellando gli effetti dell'accordo di Sykes - Picot, grazie al quale, all'indomani della fine del primo conflitto mondiale, francesi e inglesi si spartitrono i territori dell'impero ottomano, dando vita all'Iraq, alla Siria, al Libano, alla Palestina, Transgiordania e Arabia Saudita.

Isis ha generato un sistema ben organizzato sia sotto il profilo amministrativo che finanziario, infatti si autodefinisce Stato. A queste entrate se ne aggiungono altre derivanti da: Cui fanno da contraltare i servizi per i musulmani come: Ultimamente, sulla stampa nazionale, appare sovente un acronimo ostico e di difficile comprensione: Dunque la questione sta entrando nella sua fase cruciale, e le pagine di documenti, tenuti a lungo secretati, sono ora di dominio pubblico.

Su questo primo aspetto ci sono opinioni contrastanti. Inoltre utilizzando diversi modelli econometrici alcuni economisti ritengono che il TTIP possa portare ad un calo dei salari e ad un aumento della disoccupazione.

Un esempio per tutti: E allora ciao ai nostri prodotti iscritti nei registri igp, igt, stg, dop eccetera, che danno al nostro Paese un fatturato pari a circa 10milirdi di euro. E allora via, signori in carrozza, si parte!!!

Negli USA , Italian Sounding va alla grande, tre prodotti su quattro vengono gabellati per italiani ma sono volgari imitazioni. Insomma una armonizzazione fatta al ribasso a vantaggio non dei consumatori, ma delle multinazionali. Verissimo, sono in tanti e con argomentazioni che possono anche essere condivisibili. Che almeno si sappia! Lavoro, da valore concreto a simbolo. I motivi sono presto detti: La condizione per il proletariato erano assai pesanti. Freud, a chiusura del suo Compendio di psicoanalisi, cita una celebre frase di Goethe: Per la prima volta nella storia, a cinque minuti dalla chiusura dei seggi, ha rilasciato la sua Urbi et Orbi con tanto di bandiere presidenziali alle spalle, sbeffeggiando i rappresentanti istituzionali che avevano portato al referendum e ponendosi egli stesso come bandiera di una vittoria.

Insomma, ci hanno messo la faccia. E hanno dimostrato, almeno in questo caso, di averne soltanto una. Corleto, tra greggio e rivoluzione. A Corleto Perticara la piazza principale si chiama piazza del Plebiscito. Questo era il suo nome prima di un evento che ha segnato la storia del paese e di tutta la Basilicata.

Era il 16 agosto del Un anno prima di tutti gli altri. Via degli Insorti, i luoghi dedicati ai Lacava, ai Senise. Io mi rifiuto di credere che gli abitanti di questo splendido paese che ti accoglie in prospettiva nella valle del Sauro, sia come i racconti lo stanno descrivendo. Poi ci sono loro: Gli unici pronti a trasformare il malcontento in protagonismo. E non tutti sono di Corleto. Alcuni sono di Gorgoglione, altri di Guardia Perticara. Qui, questi cittadini lasciati soli a combattere contro il colosso del petrolio, hanno ancora le loro aziende.

E non pensate che valga per sempre. Tra i cantieri del futuro centro oli, le pale eoliche che vedi dappertutto, qualcuno riesce ancora a coltivare fragoline di bosco.

Queste montagne, un tempo difficili da raggiungere, sono diventate come Dubai. Nel nome di questo forse si tace, si accetta. Tra il rispetto e il potere. E allora, almeno fino a un contrordine, togliamola quella bandiera esposta in bacheca e deponiamola in un cassetto.

O, non si sa mai, vergogna. Ci pisciano addosso e ci dicono che piove. Al diavolo il sangue freddo. Al diavolo la diplomazia. Io ho visto quegli occhi. Ho sentito quei rumori. Ho ascoltato quei racconti. Ho visto i pellegrini credere e pregare portando in voto la loro speranza alla Madonna Nera, persone che non potevano nemmeno camminare che salivano sul monte per pregare.

E, invece, il sistema era lo stesso. Dobbiamo diventare il sassolino nella scarpa. Con buona pace delle Colella,dei Di Bello, dei Santoriello,dei Santarcangelo, delle Bellizzi, dei Santomartino, dei Lobosco, dei Cozzi, dei giornalisti coraggiosi tacciati come allarmisti, delle piccole-grandi testate a volte anche querelate.

E, imperterriti, continuate a parlare del nulla, seguendo nel dettaglio lo stile di questa epoca: Qui vengono addestrati, indottrinati, e poi rimandati al loro Paese, pronti a colpire.

Le conseguenze di questa invidia sono drammatiche. Senza chiedere nulla o quasi. La nostra testa ci sussurra: Come quando si regalava il capretto pasquale al medico che non faceva altro che il suo lavoro, profumatamente pagato dalle tasse dei contribuenti. La Basilicata deve cambiare rotta. Le accomuna la gran fortuna o triste sciagura, molto dipende dai punti di vista, di abitare in sedi di altrettanti Centro olio: Il tema, manco a dirlo: Chi prenderebbe prodotti che si sa essere coltivati in quei terreni?

Quasi illuminata, la corletana sottolinea la fortuna del suo territorio: Alcuni hanno fatto pure causa alla Total ma, l'hanno persa". Quante cause contro l'Eni da noi. Alcuni hanno preso bei soldi.

Oddio, sempre in base ai terreni e i fabbricati che hanno ceduto. Poi ci sono pure quelli che fanno casino solo per alzare il prezzo. Io abito in paese! Ma pure in paese eh, mica solo fra quelli che abitano alle Vigne. Poi sappiamo se dipende dal petrolio! Chi te lo dice, boh! Ma voi ci siete stata qualche volta a Viggiano?

Quando venite, se venite, andate davanti alla Basilica. Mia madre con un sorriso mi dice: E poi si sa che: E dalle parti di Corleto l'hanno messo bene in pratica il proverbio, i petrolieri francesi.

Quella valigia senza spago che strappa ancora pezzi di cuore dalla nostra terra. Poi la distanza comincia a pesare e allora, non arrivando l'occasione per un lavoro nella propria Terra, son gli altri componenti il nucleo familiare a far le valige.

Sono robuste le valige dei chi parte oggi, colorate e con chiusura a combinazione. Ma voi ve la sentite di scommettere sul futuro di una Regione dove la gente si accampa a ridosso dei cancelli dell'Istituzione medesima per vedersi ancora re-inserita tra gli aventi diritto al "reddito minimo"?

Voci in meno al parco giochi; negli oratori, sui campi di calcio e in tutto il resto. Non abbiamo bisogno di avere paura che le nostre vite cambino. Non preoccupiamoci di temere anche solo di andare al supermercato a fare la spesa o uscire con gli amici nelle nostre piazze o assistere ad un concerto rock, ad una commedia teatrale. Nel accadde tutto in poco tempo. Ci abituammo anche a quello. Qualcuno dei miei compagni di classe di allora ricorda? Ora ci sono gli avatar e i riposa in pace; ci sono i post e le condivisioni di articoli che, spesso, nemmeno leggiamo.

O anche solo le parole. E, invece, questi sono i momenti in cui parliamo troppo e fagocitiamo tutto senza filtri, ci sentiamo meglio degli altri e abbiamo qualcosa da dire e da cui prendere le distanze. Siamo tutti fratelli e sorelle dei morti. Forse lo sto facendo anche io.

La coincidenza , in una sola persona, di segretario del partito e Primo Ministro sta provocando le distorsioni che molti temevano. Nemmeno Berlusconi, con il suo strapotere, era riuscito a scardinare la L. E intanto il PD continua a perdere i pezzi. A quando la prossima defezione? Chi vuole archiviare la distinzione tra destra e sinistra, esorcizzando il conflitto sociale, la dialettica tra interessi contrastanti, commette un errore di valutazione di portata storica.

Credo che non sfugga a nessuno il sillogismo di Panebianco. I dati forniti sono spaventosi: Molti governi si sono cimentati nel corso degli anni, mettendo in atto politiche di sostegno, creando istituti di credito ad hoc, nel tentativo di attirare investimenti al Sud, i risultati sono stati rovinosi!

Occorre ripensare il modello di sviluppo per il Sud, prima che sia troppo tardi. Esiste una classe politica meridionale capace di ribaltare la tendenza, di volare alto, raccogliendo la sfida e lanciando piani strategici basati sui veri punti di forza che ho sinteticamente tentato di elencare?

In Basilicata sono state costruite grandi dighe, e imponenti opere di irrigazione. Qui esistono le risorse fondamentali per lo sviluppo: Evitando di addentrarsi nelle pratiche della politica viene da pensare a due cose: Usciremmo da uno schema anacronistico di difesa del campanile guardando ad una Regione migliore per le future generazioni e non ad un beneficio di congiuntura. Di pari passo alle conquiste territoriali si espandeva la fede degli arabi, e con essa la lingua.

Quanti saccheggi, violenze, stragi furono allora compiute al grido di battaglia cristiano Deus Vult! Io mi schiero da quella parte. Tra le via Emilia e la Salerno-Reggio Calabria. E, a Bastia, della commedia umana del giornalismo italiano, di quello polvere e fango delle redazioni di periferia, ce ne era davvero tanto.

Tutti o quasi a provare. E di Giovanni Vivaldi, a Bastia, ce ne erano tanti. Qualcuno aveva accompagnato il figlio giornalista con un contratto precario a partita Iva per un importante quotidiano; qualcun altro arrivava addirittura da Israele e, per essere in Umbria, aveva dovuto stravolgere programmi e risparmi di mesi. Finito il test, il silenzio lascia spazio al confronto generale tra domande e risposte. Per qualche minuto si guardano.

Osservandola con attenzione potremmo notare lo sguardo smarrito di chi non capisce, in fondo, essi si chiedono, sono o non sono arrivato nella ricca ed opulenta Europa? E per queste scelte scellerate le popolazioni pagano un prezzo altissimo. La globalizzazione ha fatto cadere le barriere economiche e di mercato, ma anche la miseria, la fame e le guerre si sono globalizzate.

Occorre dare una svolta alle scelte di consumo del suolo, delle risorse naturali. Nata negli Stati Uniti, per ricordare eventi drammatici, la ricorrenza del primo Maggio venne a lungo osteggiata come fonte di disordini, dovettero passare anni prima che fosse riconosciuta come giornata di festa.

Irrompono nella piazza agenti, alla fine degli scontri si conteranno 11 operai morti, oltre cento feriti. Muore un agente, la polizia opera arresti indiscriminati sul posto. Nel Novembre del le esecuzioni vengono eseguite, ma solo su sei degli imputati. Ma i motivi della ribellione e del malcontento erano anche altri! Le condizioni di lavoro nelle fabbriche erano impressionanti. Ma quelle condizioni sub-umane erano alla fine.

Organizzate in forti sindacati e in partiti politici di massa, le classi lavoratrici hanno cominciato a migliorare la proprie condizione raggiungendo conquiste importanti. Oggi i tempi sono decisamente diversi, la stagione delle grandi rivendicazioni sembra finita, diversi sono gli scenari politici e diverse le esigenze di un mondo del lavoro profondamente cambiato.

Nuove conquiste sono possibili. W il Primo Maggio! A noi italiani piacciono particolarmente gli anniversari con cifra piena. Diversi dai sessantanove o dai settantuno. E allora, prima di tutto per onorare il numero e non la sostanza, via con cerimonie, celebrazioni, ricordi, programmi rai, pellicole cinematografiche, libri e progetti per le scuole.

Io, oggi, celebro il 25 aprile con una domanda che, pongo, prima di tutto, a me stessa: Cosa ha preso il posto del fascismo e del moschetto? Riusciamo a scegliere cosa pensare e come enunciare il nostro pensiero al di fuori dei clientelismi che ci rendono, prima di ogni cosa, schiavi di noi stessi? Erano donne, uomini, preti, operai, intellettuali, giovani, perfino ragazzi.

Ma fu anche guerra civile, guerra contro la Repubblica sociale italiana, lo stato fantoccio voluto e sorretto dai nazisti, contro coloro che, giovani e giovanissimi, in buona o in mala fede, si schierarono dalla parte sbagliata, e che assieme a fanatici e sanguinari, si resero protagonisti di stragi, repressioni e atti di ferocia senza pari nei confronti delle popolazioni.

Va trasmesso alle giovani generazioni, va testimoniato nella prassi quotidiana. A proposito di lucani e pecorai Allora ritengo che Federico Pirro deve farci riflettere, a mio parere, su alcune cose: Infatti, la montagna ha partorito il topolino! Credo che non possa sfuggire a nessuno il carattere indecente di questa norma! Non voglio dilungarmi in disamine tecnico-giuridiche, sicuramente sarei noioso e anche lacunoso. La crisi e i suoi drammatici effetti mordono le tasche degli italiani, i tassi di disoccupazione non accennano a significative inversioni.

Mai come ora il futuro del lavoro, dei giovani, del Paese, sono stati tanto indissolubilmente legati. Ho fatto il dirigente sindacale, a vario titolo, per quaranta anni. E si vede il centro oli. Quando ero piccola il pellegrinaggio al Santuario della Madonna di Viggiano era un appuntamento annuale. Nella macchina senza aria condizionata, in quella gita di fine estate che sembrava non finire mai, mi svegliavo dal torpore del viaggio che pareva infinito e capivo che mancava poco quando intorno vedevo i campi: Il lungo sentiero di infiniti tornanti era ancora quasi sterrato e, quando dicevo ai miei genitori che era faticoso salire a piedi, loro mi rispondevano: I pellegrini sono ancora migliaia e la fede e la devozione sono rimaste le stesse, se non maggiori.

Poniamo un punto fermo: Ha invaso le abitudini. Lo dice e lo dimostra chi, prima ancora di suggellare le proprie paure in atti scritti e proteste, vive sulla propria pelle quanto il petrolio sia diventato parte della propria vita quotidiana. Lo dicono i cittadini che abitano a dieci metri dalle coltivazioni di petrolio e che, molto spesso di notte, sentono i vetri delle loro case tremare quando la fiamma del centro oli si innalza di decine e decine di metri sopra la loro testa.

Lo dicono i contadini per i quali le vigne di cui sopra rappresentavano, se non la principale fonte di reddito, almeno un giusto tornaconto naturale su cui contare. Il luogo era emblematico: Diciamo pure che il petrolio non inquina. Erano rimasti dietro, in silenzio, ad ascoltare, tra il pudore e la cautela, tra rabbia e rassegnazione. Chiedete a quelli come Vincenzo come ci si sente.

Chiedete se ci sono anche i suoi figli, o i suoi nipoti o qualche suo amico tra i mille residenti che hanno deciso di emigrare dalla terra del petrolio. Di quel breve pellegrinaggio al Santuario della Madonna di Viggiano, quel giorno, conservo ancora una fotografia sfocata.

Sono sicura che ci fosse. Antonietta e il sindacato: Roma 13 Febbraio Cosa ha scoperto la giornalista che ha intervistato il segretario generale di uno dei maggiori sindacati regionali? Ha scoperto un ente composto di soggetti che sgomitano per mantenere la loro posizione non tutti: Poco quel che a me rimane. Le fiamme, ma tra le tue braccia.

Il fratello bianco litiga per colpa mia. Ho un gran dolore mamma. Son venuto qui a seminar la zizzania. Scappo anche da questa'altra guerra in terra di pace. E lo voglio fare in questo istante: Il suono delle mani battute mi accompagni verso luoghi di pace.

Non so, sembravano tutti molto preoccupati. Spieghiamo al nostro nominato Presidente del Consiglio. Spieghiamo al nostro nominato Presidente del Consiglio che in Basilicata sono ormai famosi i ritorni di fiamma, che non hanno nulla a che vedere con le coppie innamorate, ma con il valzer della fiamma del centro oli di Viggiano che fa tremare le case intorno.

Egli racconta di essere giunto nel luogo al suono festoso e scampanio dei sacri bronzi. Il clima doveva certamente avere interessato anche quei piccoli ospiti della sede da visitare. Tale episodio resta simbolico per noi e non legato soltanto a quel momento. Sta a dire la funzione specifica di questo simbolo religioso che si innalza in ogni paese, con lo scopo di celebrare la vita dei cristiani e richiamare alla fede la frequenza religiosa.

E ci spieghiamo nei dettagli, in ordine a quanto accade da alcuni decenni in particolari siti della Basilicata. Pare che oggi in tutta segretezza siano partiti delle barre di questa centrale per il porto di Brindisi e dirette verso ignota destinazione. Che dire poi della centrale del Mercure nella telenovela di approvazioni e impedimenti che si susseguono e si alternano con risultati contrapposti.

Se ne accorgono gli alberi i quali gli chiedono: Parco del Pollino, abbiamo smarrito la tua voce. Parco dei calanchi di Aliano abbiamo smarrito la tua voce. Parco letterario di Isabella Morra di Valsinni abbiamo smarrito la tua voce. Si poteva attingere alla attuale nomenclatura. Pare esistano dei posti sulla terra in cui chi decide di staccare con la vita basta vi si rechi e Addirittura qualcuno, prima del volo, si preoccupa di lasciare una firma ai piedi del trampolino.

Evidente che un segno del proprio transito lo si vuole lasciare. Fottetevi voi che restate e resistete in questo cesso di mondo, sembrano volerci dire con quel gesto. Non sapremo mai dove veramente si finisce sino a quando anche noi, fottutissimi e resistenti, non li avremo raggiunti. Mi piacerebbe che nei posti di cui sopra fosse presente un'orchestra permanente ad accompagnare il canto "Meraviglioso" del "passante", di Domenico Modugno.

Noi capiremo comunque, senza necessariamente condividere. Vorrei fare alcune considerazioni rispetto alla vicenda che sta alimentando una discussione non poco accesa a Senise intorno alla possibile realizzazione di un impianto per il trattamento dei rifiuti indifferenziati.

Non sono i progetti presentati su carta a dover essere visionati. Non ci sono prove che la nostra area sia come Taranto.

Non ci sono prove che la nostra area sia come la terra dei fuochi. Eravamo piccoli, uscivamo dalla guerra e i nostri padri andavano in Svizzera, Francia e in America. L'adulto era rispettato ed ascoltato e l'amicizia solidale regnava tra le famiglie.

Pullulava di gente quel dedalo di vicoli gioiosi con nuclei familiari di cinque persone al minimo, braccianti, artigiani e contadini soprattutto. Ogni tanto da una scala sento scendere dei fantasmi; potrei andare nudo per il vicolo tanto non c'e' nessuno. Quando scende il buio s'incontrano coppie d'innamorati in cerca di un cantuccio nascosto o gente poco affidabile che incute timore agli altri pensando di essere padroni incontrastati dei miei vicoli con cani di grossa taglia che impediscono al postino e agli altri bravi cittadini di rientrare a casa senza che i tutori della legge riescano a dare sicurezza alle persone oneste e rispettose del vivere civile.

A Senise, in alcuni casi, vige la legge della Giungla: Vogliamo tornare indietro o vogliamo andare avanti impegnandoci tutti ad essere migliori per le generazioni future? Torna spesso nella sua terra e nella sua casa nel centro storico, circostanza che lo ha spinto a scrivere, per noi, questa riflessione. La lezione di Montecotugno, andata e ritorno.

Ma, a distanza di tre decenni, abbiamo davvero capito dove vogliamo andare? Un progetto innovativo anche oggi, che potrebbe attirare studenti, ingegneri, ricercatori da tutto il mondo.

E la piazza aveva ancora senso. Le nostre generazioni devono aspettare immobili che passi la tempesta e che i ricorsi della storia riportino i piatti della bilancia in equilibrio? E noi, oggi, dove vogliamo andare? Troppo facile per essere vero. Di mettere il catarinfrangente sulla coda del mulo? Erano gli anni Sessanta. Lo sviluppo passa anche dalle strade. Occorrono vie di comunicazione. Se ne parla dalla fine degli anni Settanta ma la Serrapotina, come la Lauria-Candela, vivono ancora nei sogni dei futuri automobilisti.

La strada di Aliano franata dopo un giorno di pioggia era stata inaugurata un anno fa. Un anno in meno rispetto alla provinciale 15 di Calvera, inaugurata due anni fa e franata nello stesso giorno di pioggia. Quello della strada , che doveva collegare i mari calabresi con i monti del Pollino lucano.

Oggi, con quel nome, esiste solo la pizza. E si sono mangiati pure quella. Quattro assessori esterni, nel senso vero del termine: Cosa centrino con la Basilicata poco si capisce, almeno fino ad ora.

E provinciale, a dirla con le parole che Pittella ha utilizzato oggi nella sua prima comunicazione ufficiale. Vuole essere nazionale, Pittella, anzi, europeo. Il che vuol dire, in sintesi: Davvero tutto si riduce al solito posto al sole? Saranno davvero contenti i lucani pochi che hanno votato e tracciato la loro preferenza per questo o quel candidato ed ora si vedono rappresentati politicamente da questi tecnici-saggi-professori, categoria in voga negli ultimi anni in Italia?

Dirigenze diligenti e non delegate dai partiti. I Natali del mondo sono le storie della commedia umana sempre diversa e, nel contempo, uguale a se stessa. Tutti i Natali del mondo appartengono a queste storie.

A Vincenzo, colonna della storia sociale di un paese, una di quelle persone che, pensi, ci sono da sempre e sempre ci saranno, ma che poi, capita, lasciano la vita proprio la notte di Natale. A chi aspetta il cambiamento e ne ha paura.

A chi crede di avere sempre ragione. Una fotografia di storie. Questa Italia con gli occhi asciutti nella notte buia. La Regione maschile, il popolo astensionista e un territorio in cerca d'autore. Ci ha pensato la giornata uggiosa dell'ultimo lunedi da voto per gli italiani a spazzare via anche i rimasugli dei manifesti dai muri tappezzati dalle facce e dagli slogan elettorali.

I risultati sono chiari: E' un dato che grida rassegnazione manifesta, palese affermazione di disgusto per una pratica democratica stuprata prima ancora che venga esercitata. Dagli scontrini alle liste ricusate, dal rinnovamente che caccia il vecchio dalla porta e lo fa rientrare dalla finestra. In questa storia non ha vinto nessuno. E poi, nella Regione senza quote rosa nonostante le 28 candidate e la maggioranza di votanti donne, ci sono territori che confermano un dato non troppo rassicurante.

Il Senisese si conferma, ancora una volta, senza rappresentanza in seno al Consiglio Regionale. In particolar modo a Senise sembrava che la tendenza potesse cambiare: Per la Sel Giuseppe Roseti, che conclude con un totale di voti complessivi e a Senise.

Castronuovo chiude con un totale di voti di cui in quella Senise che neanche due anni prima aveva riconfermato la fiducia alla sua coalizione comunale con voti.

Ma le comunali sono un'altra cosa. La lettura della tendenza al voto appare chiara: Che nessuno fosse profeta in patria lo aveva detto durante il comizio nella piazza di Senise e lo aveva anche scritto nella lettera inviata ai cittadini senisesi poco prima del voto. Sperando che, per quel momento, qualcuno abbia avuto modo e tempo di cambiare il pannolino. I morti di Ginosa come quelli del Vajont.

E quelli della Liguria. E quelli di Sarno. E quelli di Messina. E quelli di Senise del Venne fuori che costava circa l'equivalente del Pil di allora ai costi di allora. In un paese come il nostro si investe in infrastruttrure qualche punto percentuale del Pil: Nelle difese dalle inondazioni si spende meno dell'1 per mille del Pil.

Nonostante i grandi finanziamenti regionali ai progetti che, guai a definirli puro assistenzialismo, dovrebbero servire a creare tante piccole sentinelle nei territori proprio da questo punto di vista.

Ci vogliono sempre i morti, occorre che accada qualcosa di eclatante e, a tratti, di irreparabile. Che avrebbero dovuto, nel rispetto del regolamento ma, prima che di esso, della partecipazione attiva del popolo, in questo caso lucano, controllare preventivamente il percorso dei loro candidati.

In particolare nel caso del tenente Di Bello. Come quando i pesci morti nel lago di pietra arrivarono sul palco dello Tsunami tour a Matera. Ma, soprattutto, della morte. E, allora, avrei perso due volte la mia vita. Tranquilli, siamo tutti onesti. Tutti aspiriamo ad un mondo migliore. Tutti tifiamo per il protagonista buono delle storie. Guai a fare il primo passo. Aspetteremo che lo faccia qualcun altro. E a noi conviene seguire le mode. Non si sa mai.

Dal centrosinistra di Basilicata il no alle donne alla guida della regione. I circa undicimila segni sul nome di Marcello Pittella alle ultime consultazioni regionali, per esempio, gli valsero il titolo di mister preferenze, ma non gli portarono nemmeno un assessorato.

Hai visto mai che alla fine con questa storia della partecipazione si finisce che i nulla osta li rilascino davvero gli iscritti.

La base e non i capi. Ecco che allora si scatena la guerra interna tra i big. La stessa, tragica fine, consumata mentre la compagnia di una persona cara accompagnava gli ultimi momenti. La storia di Domenico Lorusso come quella di Antonio Rossi, ucciso per strada in Brasile, mentre era in compagnia del fratello, da pochi giorni assieme a lui per una breve vacanza.

La vicenda di Domenico riporta nel baratro di quei terribili momenti la famiglia di Antonio; momenti neanche troppo lontani. La famiglia Rossi fa sapere, attraverso le parole di Marco Zipparri, assessore comunale di Marsicovetere e cugino di Antonio, di essere vicina al dolore che, in queste ore, sta lacerando la vita della famiglia e degli amici di Domenico. Loro conoscono quel dolore. Era il 21 marzo scorso. Antonio fu ucciso poso prima di Pasqua con un colpo di pistola alla testa.

Inizialmente si era pensato ad una rapina. E con la pace. Chiamatela come vi pare. Lo sappiamo da secoli. Oggi vanno in autogrill e comprano un chilo di salumi. Li paga la Regione. A spese della Regione. La legge lo chiama peculato. Hanno mentito sapendo di mentire. Hanno imbrogliato, sperando di non essere scoperti.

E che baratta un etto di carne con il sacro compito per cui sarebbe chiamato ad operare. Del resto, siamo in Italia, il paese dove le pietre dello scandalo sono leggere come piume. Dove se sei leale sei un fesso. Dove ci si ferma a riflettere, col muso lungo e la testa bassa, aspettando consapevolmente che la tempesta passi. Dove, negli ultimi anni, i treni della Storia e del cambiamento passano senza troppi passeggeri a bordo. Siamo il Paese che ha chiamato alle urne i cittadini che, dopo 60 giorni, hanno scoperto di non aver deciso un bel niente.

Il grido del Figlio ancora si leva dalla croce e pervade tutto il mondo, talora nella nostra indifferenza. La nostra brama di gloria, di denaro, di potere: Dimentichiamo spesso e volentieri di essere atomi infinitesimali per rispettarci e ammirarci a vicenda, e siamo capaci di azzuffarci per un pezzettino di terra o di dolerci di certe cose, che, ove fossimo veramente compenetrati di quello che siamo dovrebbero parerci miserie incalcolabili.

Noi non siamo assolti! Noi non siamo irresponsabili di queste croci. Anche noi nella nostra apatia e nel nostro silenzio facciamo la nostra parte in questa distruttiva eutanasia umana. Riporta poi una frase significativa di Douglas Mallock: Sii un cespuglio, se non puoi essere un albero. Se non puoi essere una via maestra, sii un sentiero. Se non puoi essere un sole, sii una stella.

Cerca di scoprire il disegno che sei chiamato ad essere: Bisogna vivere nella consapevolezza che: Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: Ho appena letto su lasiritide.

Cristian, pensate, ha conseguito la licenza media e frequenta il secondo anno delle superiori. Le mani che danno, quelle che prendono e la Vita, maestra in una scuola senza scolari.

La seconda immagine, invece, raffigura due occhi languidi, stanchi, abbattuti, che fissano il buio: Sembrano essere immagini lontane, queste, eppure sono fotografie disperate di uno stesso Paese. Eppure sorge quasi spontanea una riflessione: La lupa e Gaddo: Ci pensavo domenica pomeriggio. Gli spalti erano quasi pieni e i tifosi guardavano, attenti, la partita dibattendo su azioni e tattiche di gioco. Gli altri tre lo seguivano.

Correndo a loro volta. Non senza far niente. Anche quando guardano la televisione, i bambini fanno altro: Sembra non agiscano mai passivamente. Forse pian piano, crescendo, poco prima di arrivare alla pre-adolescenza, le cose cambieranno. I bambini non stanno mai a guardare. E, forse, gli adulti dovrebbero stare a guardare meglio i bambini.

E in quel momento una storia ti riporta al vero senso della vita. Cristina non aveva nemmeno cinquanta anni. Cristina aveva tre figli. Faceva la scrutatrice nel seggio elettorale del suo paese, Terranova di Pollino.

Tutti le si avvicinano, credendo si tratti di un mancamento momentaneo. Va bene a chi ha avuto, un anno fa, un assist prezioso per tentare davvero di vincere ad occhi chiusi, ma ha preferito aspettare, appoggiare un governo tecnico che, alla fine, ha portato via quel tanto di percentuale che sarebbe bastata a ottenere una maggioranza convincente. Va bene a molti. Le donne con lo scialle in testa escono dalla messa e, in silenziosa fila indiana, attraversano il corso facendosi largo tra la gente, che si addossa lungo le pareti nel perimetro esterno dello spazio pubblico.

Al centro tre candidati e un esponente di spicco a livello nazionale. Ad un certo punto, un gatto adulto, bianco e nero, con fare furtivo, taglia la piazza, si incastra sotto le transenne, inutili, e fugge via senza voltarsi. Con coraggio il microfonato dice ad un certo punto: Altri ancora viaggiano sul filo di un dibattito che, invece di proporre, si difende. Dove sono finite le piazze gremite, il confronto occhi negli occhi con i candidati che, pure se le facevano lo stesso le false promesse, almeno avevi la sensazione velata di far parte di un processo di trasformazione.

Mancano quattro giorni alle elezioni e questo poco tempo di vigilia pare come gli anni di Mick Jagger: Ho seguito il Festival di Sanremo. E ho tifato per Daniele Silvestri. Niente attese di allenatori per le interviste.

Noi lo teniamo stretto e lo usiamo veramente poco. Naturalmente ci guardiamo bene dal seguire i consigli di chi vuole che lo si inserisca in bocca o altri orifizi. Con mamme e suocere lontane, capisci il grande aiuto che ti viene anche dal solo essere loro ospiti per il pranzo luculliano.

Solo euro e una serie di modi per pagarlo. Ora, che si paghi alla ricevitoria o su internet, poco cambia. I servizi si pagano. Ogni tanto, da quel poco che percepiscono di pensione, riescono a tirar fuori la paghetta ai nipoti.

Fa davvero male il Canone Rai alle scarse finanze delle famiglie Italiane. Non so da dove trovare le risorse. Anche per il riscaldamento degli studi si potrebbe risparmiare qualche euro.

Mi odia per questo, ma sopporta. Scusate se ho rovinato anche la vostra domenica. Si accettano critiche e proposte. Se lo scorso anno si parlava di crisi e delle tasse che avrebbe portato. Dicono che gli tocca pagarla, pezzenti come sono, nonostante che Porca di una miseriaccia. Il suo sorriso mi ha chiuso lo stomaco e aperto la mente.

Intanto ha dato un senso alla nostra. E loro nemmeno chiedono compagnia a nessuno. Si affidano ai loro cellulari. Negli ultimi 12 mesi da queste parti son passati Papi e premi Nobel per la Pace.

Naturalmente, si fa per dire, pagandoli poco e tassativamente in nero! Buon anno nuovo a loro, e che a noi riservi tempo per rimediare. In una casa come tante due ragazzini si preparano per andare a scuola. Alcune sono delle vere perle. Riescono come per magia a fondere eleganza e potenza. Il resto si guarda incredulo. Non si fa in tempo a chiedergli da cosa dipenda quello stato che lui: Per un attimo cala un velo di tristezza in casa, subito allontanata dalla descrizione che il ragazzino, manco fosse un almanacco, comincia a fare dei goal di Del Piero.

Il Napoletano comincia a imprecare: La conferma arriva dalla tenera voce del milanista: Quante volte lo scopriamo. Mani stringeranno altre mani e occhi incroceranno altri sguardi. Loro per primi avrebbero preferito esserci a toccare mani e sguardi. E gli altri non si fermano! Gli attacchini colorano i muri con avvisi di rinvii della cerimonia e vicinanza al dolore della famiglia.

Grazie maestro Camillo, per questa tua ultima lezione. Non sei tu che te ne sei andato in anticipo. Siamo noi che abbiamo aspettato troppo. Lo confermano le parole di alcuni tra i tuoi alunni di un tempo. Oggi siamo stati tutti tuoi alunni. Gli altri maestri si sono assentati e le altre classi sono passate nella tua.

A pensarci bene erano due gli elementi che caratterizzavano la fine delle estati della tua adolescenza. La prima, inevitabile, era il motorino indipendente dei furgoncini che vendevano i panini nelle feste di piazza.

Aspettavi qualcosa che non sarebbe mai arrivato. Oggi, in questa caldissima domenica di fine agosto, sospesa tra le cose nuovissime e quelle che, invece, non cambieranno mai. Hai ripreso con te la voglia di raccontare la tua vita e di guardarti dentro.

Non ha un inizio e non ha una fine. Non ci sono storie che ci appartengono e che non valga la pena raccontare. Ora sappiamo cosa si prova a guardarsi indietro e scoprire quanto calde fossero le lacrime, quanto sincere fossero le emozioni, quanto inconsueti i gesti.

Ma sappiamo anche che siamo fatti per essere stupiti. Avevi torto Donato nel parlare degli uomini con disperata rassegnazione. Coraggio dunque, le parole del filosofo ci aiuteranno: Si arriva in alto camminando in piano? Nel programma di Gelli vi era una visione del mondo nella quale bei concetti coprivano le impudicizie della falsa morale.

Non come te, portentoso nei tuoi ideali. Ma non disperare, amico deluso. Una sensazione unica,indescrivibile, che sembra quasi reciderti il fiato, in una strana e piacevole asfissia. Un sorriso spontaneo,immediato proprio come uno di quei sorrisi che Egli stesso ha dichiarato di aver incontrato e visto qui, in questa Terra, nella Basilicata.

Eppure, proprio per quello che rappresenta, ti aspetteresti di incontrare un uomo austero, ieratico, solenne, ligio al protocollo, proprio come un vero sovrano o un importante istituzione religiosa. Agli operai, alle donne, agli uomini, ai professionisti, dirigenti, imprenditori. A quella parte del nostro popolo che ha saputo attendere e senza sangue ne ghigliottine, senza ricorrere ad insulti e senza neanche alzare la voce, usando i soli strumenti che la democrazia gli concede ha saputo sbarazzarsi della zavorra della politica, almeno da un punto di vista simbolico.

Questa volta, se i nostri soldi, spesi per la sicurezza, vengono spesi in modo poco poco accettabile i colpevoli devono saltare fuori e anche subito. Niente scuse, niente attenuanti: Ci sono persino le foto adesso. Meglio venirci ansante, roseo, molle di sudor, come dopo una gioconda corsa di gara per salire un colle!

Il cuore di un allenatore e quei palloni calciati sul campo della vita. Ci arrivi in due modi: Qualunque sia il tuo percorso predicherai, urlerai, gioirai o maledirai il calcio ogni volta che governerai la tua squadra, in settimana o in gara; e con lei governerai, le emozioni, le sofferenze, i successi ed i sogni dei ragazzi.

La disperazione che diventa suicidio. Una nuova, terribile forma di previdenza sociale. E spesso ha cura di non far mancare nulla ai propri adepti. Lo immagino, non avendogli mai chiesto quanti anni avesse. Con una famiglia a carico, una moglie e dei figli. Non so dove Ciro sia adesso.

Ciro di mestiere fa lo spacciatore. Vive a Napoli, nel cuore del centro storico, ad un passo da piazzetta San Domenico. E gli studenti portano soldi. Questo stipendio non ce la fa proprio a competere con il suo. Quello che lo Stato dovrebbe assicurare lo assicura la malavita. E i cittadini che le mani non se le vogliono sporcare nonostante crisi, debiti e fame, se va bene, restano chiusi nella loro disperazione.

Oppure si gettano dal balcone di casa. O, almeno, non sappiamo se oggi sia in galera oppure al camposanto. Non ha mostrato scortesia nemmeno nei confronti del nuovo anno. O forse, come un Leonardo da Vinci a cavallo tra il Ventesimo e il Ventunesimo secolo, ha voluto fare del quello che amava fare delle sue opere e dei suoi progetti: Marino di Teana ha portato a termine davvero tante cose nella sua vita.

E, da buon amante e scopritore di questa stessa vita, ogni meta era una ripartenza. Questo suo eccezionale e lungimirante modo di vedere la vita lo ha accompagnato anche negli ultimi istanti. Emigrante per fame, di giorno lavorava come carpentiere e di sera seguiva i corsi, studiando di notte. Berlino, primi giorni di ottobre. I turisti, invece, stanno per uscire e ce ne sono due che cercano le monetine per comprare i biglietti e andare in centro. I turisti non comprendono subito.

I ragazzi lo accettano, lo ringraziano e lo osservano, increduli e felici, uscire dalla metro e allontanarsi, zaino in spalle, con il suo I-Pod nelle orecchie. Forse lo conservano ancora, quel biglietto, da qualche parte. Si parla di ambiente e piano del parco. Si volta, va verso la cassa e prende una bustona bianca. E, di questi tempi..

O, magari, in macchina, sotto i sedili. Qualcuno bussa alla porta. La distrazione aveva fatto lasciare quel portafoglio sul bancone di un panificio un altro! Una donna, 88 anni, cammina sul ciglio di una Statale. La donna accetta subito. In campagna ha una bella casa, dice, ma non riesce a viverci, per questo torna in paese. Poco importa l'essere andato a letto solo da qualche ora. Sei alla ricerca del contato col pavimento che speri di trovare fresco nell'ennesima mattina di un caldissimo agosto.

Ti accorgi di essere invaso da scariche adrenaliniche che non ti spieghi. Sai che se vinci la pigrizia e riesci a portarla su, oltre la scala, il premio sono una decina di Km di buon mattino e la doccia al rientro.

Ma i file della musica non li hai, inutile iniziare ricerche nell'archivio. Ce l'hai tutta in testa. Sul tavolo i fogli della scaletta della seconda edizione del "Memorial Luigi Viola" ti ricordano il luogo dell'ascolto.

Atleti veri, calciatori improvvisati; provetti e futuri ballerini. L'emozione aumenta e provoca il cambio di musica. Le colonne sonore si contaminano con le sigle di trasmissioni sportive: Hai capito le cause della produzione dell'ormone.

Al diavolo la bici: Tante ne ha prodotte la serata per Luigi, organizzata dagli "Amici di Luigi" per ricordare il compianto ex sindaco di Chiaromonte, divenuto poi consigliere provinciale. Amministratore in un territorio difficile di una regione complicata, la Basilicata, dove chiunque l'abbia conosciuto lo ricorda per le sue doti umane che lo rendevano ottimo uomo politico. Ogni intervento ha confermato tale tesi.

La politica e i suoi rappresentanti intervenuti l'hanno confermata trattenendosi sino a tardi allo stadio "Nicola Puppo", non riuscendo ad andare via. E' un miracolo oggi, vedere intere famiglie e diverse generazioni raccolte nello stesso luogo e per una stessa causa. Cittadini, Associazioni e Politica, uniti nel ricordo che si fa speranza. Senza riserve ha partecipato all'evento e contribuito alla sua riuscita. Mancava solo Lui, forse. C'erano i suoi Amici e la sua gente. Tutti insieme, accomunati nel ricordo e impegnati nella costruzione del futuro.

Sarebbe difficile individuare sull'erba del "N. Puppo" di Chiaromonte, tracce diverse da scarpe chiodate. Magari a piedi nudi, per avvertirne il contatto. Presente, dopo non esserci fisicamente andato. Nel caso, della Tv via web. Farlo qualche ora o giorno dopo, poco conta.

In un tempo in cui ci si guarda di striscio, sfiorando appena i pensieri degli altri, sempre troppo presi a rimuginare intorno ai propri. Capita, poi, che mentre ti fai delle domande entri piano nello schermo e capisci. Non trovi nessuno che ne parli come se non ci fosse.

Vedi un figlio mentre sospira misurato, rompere con lo sguardo il soffitto. Quello di una moglie rimanere fermo. Fisso come gli stesse davanti e dunque senza bisogno di cercarlo altrove. Quella di un Pastore che risponde come fosse raccolto in preghiera. Biliardo Esplosivo - Blast Billiards 6. Disc Pool - 1 Player. Billiard Blitz Pool Skool. Biliardo Pazzo - Crazy Pool. Biliardo di Carta - Blueprint Billiards.

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